Pablo Neruda

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Pablo Neruda, pseudonimo di Neftalí Ricardo Reyes, nasce a Parral in Cile nel 1904 da padre ferroviere e madre insegnante. Mostra una vocazione letteraria molto precoce: pubblica il primo libro a 19 anni e il notissimo Veinte poemas de amor y una canción desesperata solo un anno dopo. Dal 1926 al 1943 ricopre la carica di diplomatico in giro per il mondo. Vive in Birmania e Argentina. Alla fine degli anni '30 è in Spagna dove infuria la guerra civile. È, per il poeta, un’ esperienza dolorosissima che lo segnerà per la vita. Scosso dalla tremenda fucilazione di Federico García Lorca e di César Vallejo, un poeta peruviano, fonda il Gruppo ispano-americano d'aiuto alla Spagna. Cambia tutto: il suo modo d'intendere la politica, la poesia, la vita.

Nel 1944 torna in Cile. Viene eletto senatore nelle liste del Partito Comunista Cileno. Quando la democrazia di Gabriel Gonzalez Videla prende le sembianze di una dittatura si scaglia contro il presidente leggendo il 6 gennaio 1948 davanti al senato cileno un elenco di minatori incarcerati in prigioni militari e campi di concentramento a seguito della repressione dello sciopero nella regione di Bío-Bío. Lo Yo acuso di Neruda causa l'emanazione dell'ordine d'arresto contro il poeta che riesce a fuggire, intraprendendo un lungo periodo di esilio.

È un periodo di intensi viaggi e relazioni internazionali. Soggiorna a Buenos Aires e a Parigi, visita l'Europa, l'India, l'Unione Sovietica, il Messico. Nel 1952 Neruda è finalmente in Italia. Vive prima a Capri in una villa messagli a disposizione da Edwin Cerio , in seguito a Sant'Angelo d'Ischia.

Ma la dittatura di Videla, sommersa dagli scandali, giunge ormai alla conclusione. Il poeta può far ritorno in patria accolto dal neo-presidente Allende e soprattutto dal popolo come trionfatore. Giunge a Santiago del Cile nell'agosto del 1952. Vivrà qui gli ultimi vent'anni della sua vita intervallando frequenti viaggi all'estero, invitato da personalità politiche e personaggi del mondo della cultura a tenere discorsi e leggere rime. È insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1971.

Pablo Neruda, voce da sempre libera, non mancherà di criticare nel corso degli anni la gestione del potere di alcuni grandi leader in Unione Sovietica, in Cina o a Cuba.

Fa anche in tempo, prima di morire (il 23 settembre 1973 per un cancro alla prostata ), a vedere il disfacimento del primo governo democratico cileno e ad assistere al colpo di stato del generale Augusto Pinochet dell' 11 settembre . Insediatasi la dittatura, i militari cominciano a vessarlo con le perquisizioni ordinate dal generale golpista; durante una di queste, Neruda avrebbe detto ai militari «Guardatevi in giro, c'è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia». Il suo funerale è il primo tentativo di reazione al regime. Migliaia di cileni danno l'estremo saluto nonostante la presenza minacciosa di militari con il mitra spianato.